Pipe

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ALCUNI CENNI SULLE NOSTRE PIPE

  • RADICE PIPE

Dopo aver iniziato la propria attività di artigiano presso la Castello di Cantù e aver trascorso insieme a Carlo Scotti diversi anni, Luigi e un altro artigiano della Castello, Peppino Ascorti, decisero di staccarsi dalla Castello e di fondare un nuovo marchio.

I due artigiani idearono la CAMINETTO. Entrambi si presero cura del nuovo marchio e soprattutto delle nuove pipe, insieme a Davoli, estroso venditore Milanese. Il risultato fu una pipa che ancora oggi ha una grande reputazione tra collezionisti e amanti della pipa, in tutto il mondo. Dopo circa 10 anni la Caminetto venne chiusa e nel 1980 Luigi decise di ricominciare nuovamente da zero, realizzando questa volta una pipa che portasse impresso solo ed esclusivamente il proprio nome: Radice. 

Il 2010 è stato l'anno del 30°Anniversario della Pipa Radice: un traguardo sicuramente degno di nota e riguardo per uno dei più conosciuti artigiani Italiani.

Il laboratorio di Radice si trova a Cucciago, vicino a Como. Le pipe Radice sono sempre state prodotte in ambito familiare sin dagli albori; inizialmente Luigi lavorava da solo, con il solo aiuto del padre, Paolo, che era addetto alla rusticatura, caratteristica e molto apprezzata, un tempo più sottile e meno profonda, oggi molto più marcata, ma da sempre chiamata "Rind". 

Oggi le pipe Radice vengono realizzate dallo stesso Luigi, affiancato dagli ormai esperti figli, Marzio e Gianluca.

Le pipe Radice sono da sempre molto apprezzate sia in Italia che negli Stati Uniti, ma anche in diversi paesi d'Europa. Solo recentemente le pipe vengono vendute anche in Cina e in Russia. I moltissimi clienti soddisfatti nel fumare una Radice sono la prova che premia i numerosi sforzi fatti nel cercare di soddisfare da sempre le numerose esigenze che ogni fumatore ha, con un ampissima gamma di modelli e finissaggi.
Le pipe Radice sono realizzare utilizzando Radica italiana, prevalentemente proveniente dalla Toscana, stagionata nel laboratorio per un tempo minimo di 4/5 anni.

Su richiesta del loro distributore Americano, alla fine degli anni 90, i Radice crearono una linea di pipe curate all'olio e con bocchino Twin-Bore (con doppio foro, vendute esclusivamente negli Stati Uniti). Nonostante il grande successo che queste pipe hanno ottenuto, specialmente fino al 2006, la famiglia Radice ha preso la decisione di terminare questa esperienza e di non produrre più pipe Oil Cured o Twin Bore. Dal 2009 tutte le Radice realizzate sono curate ad aria e con bocchino "tradizionale" con foro singolo.

Questo è solamente uno dei cambiamenti che sono stati fatti negli ultimi anni. Se avrete modo di comparare una Radice realizzata prima del 2008, con una realizzata oggi, noterete sicuramente le differenze e potrete apprezzarne cambiamenti. La modellistica si è spostata su linee più classiche, pur mantenendo alcune peculiarità che rendono ogni Radice perfettamente riconoscibile. L'attenzione prestata alla cura dei dettagli è notevolmente aumentata: ciò comporta che il risultato sia una pipa migliorata dal punto di vista estetico che della qualità della fumata. Una di queste novità è, per esempio, che l'interno del fornello viene lasciato completamente naturale, caratteristica che permette un'ottima percezione del gusto del tabacco sin dalla prima fumata. I bocchini sono ora più comfortevoli, sempre realizzati in metacrilato e con foro di tiraggio più aperto, in modo da godersi appieno la fumata.

Dal 2008, poi, tutte le pipe Radice sono stampate con l'anno di realizzazione. Il numerino che si vede stampigliato al termine della dicitura "hand made in Italy" indica il numero degli anni trascorsi da quando la prima pipa Radice venne realizzata, nel 1980. Per esempio il numero 29, indica che la pipa è stata realizzata nel 2009, il numero 30 che è stata realizzata nel 2010 e così via.

  • DUCA PIPE

Per chi ancora non  conoscesse Massimiliano Rimensi ,possiamo dire che ha scelto tanto il nome "Duca pipe" quanto i gradi di quest'ultime, con riferimento alla sua città, Ferrara, di origine medioevale/rinascimentale. I materiali che utilizza sono di prima qualità a partire dalla radica, che sceglie in diverse regioni d'Italia e che stagiona personalmente e secondo rigidi criteri per almeno 2 o 3 anni. Proprio per la sua indole artistica, ama sperimentare tutti i materiali possibili: ebanite, metacrilato, corno e osso di vari tipi, ulivo, bosso, palissandro, bamboo sia nero che bianco, amboina, tulip wood ed altri legni esotici, dei quali cerca di esaltarne sempre più le potenzialità con particolari lavorazioni.Dunque è sempre alla ricerca di nuove soluzioni sia estetiche che funzionali, che contemperino studio delle forme e sperimentalismo, innovazione e armonia. -“Gradisco molto ricevere commenti da chi fuma una delle mie pipe per capire le esigenze anche del singolo fumatore: proprio perchè la mia pipa, oltre che un oggetto artistico, vuole essere un oggetto che riesca a sfruttare appieno le qualità della radica appagando totalmente chi le utilizza. Sempre per questo motivo, col tempo, ho personalmente sviluppato diversi accorgimenti che sono volti a migliorare la fumata evitando innanzitutto la formazione di acquerugiola e umidità e che mirano ad ottenere una perfetta combustione del tabacco nel fornello”.

  • GILLI PIPE

"La produzione artigianale di Gilli (200 – 250 pipe all’anno) ha tutti i requisiti, sia per la qualità della fattura, sia per l’originalità dei modelli, per essere più che degnamente annoverato nella folta pattuglia dei pipemaker italiani. Ma Gilli, che pure non disdegna gli apprezzamenti per i suoi manufatti, cede volentieri la sua “posizione in classifica” tra i pipemaker, a vantaggio dell’indiscussa leadership che vanta in un’altra “specialità”: essere il numero uno (e probabilmente non solo nei confini italici) nella riparazione, sostituzione e creazione di bocchini artigianali.

Basta vederlo all’opera nel suo laboratorio, completamente strutturato con utensili e macchinari ideati, modificati o creati direttamente da lui, per rendersi conto come è in grado di riparare in modo preciso ed accurato, oltre ai bocchini, qualsiasi pipa; dalla radica più esclusiva alla schiuma più pregiata.

La passione per la pipa risale ai primi anni ’70, quando il 17enne Gilli – nato nel 1956 – è ormai orientato alla professione di fotografo e grafico pubblicitario. Professione che intraprende, con un discreto successo, fino al 1989 quando decide di dedicarsi interamente al “salvataggio” delle pipe. In realtà è già da tre anni che Mauro ha iniziato a lavorare sulle pipe che gli sono affidate per la riparazione, ma è più un hobby che una professione. Ma far rivivere le pipe che hanno avuto degli infortuni, soprattutto se si tratta di manufatti che oltre ad un valore sentimentale hanno un preciso valore di collezionismo e di mercato, si dimostra ben presto molto più di un talento, anzi si rivela come una vera e propria “arte”. Nel 1989, infatti, Mauro abbandona definitivamente la professione di grafico e si dedica alle pipe.

La parte della pipa più soggetta ad usure e danneggiamenti (fatta eccezione per gli sciagurati casi di bruciature) è sicuramente il bocchino, ed è proprio in questo “settore” che mastro Gilli dà il meglio di sé. Bocchini e perni, anche delle marche più esclusive, sono sostituiti e rifatti identici al modello originale. A richiesta del cliente (o sulla base dell’originalità del modello), utilizza metacrilato o ebanite, sia stampata che in barra, nera o - unico in Italia – nell’introvabile finitura “cumberland”. Non mancano le pipe o i clienti più esigenti, che pretendono l’adozione di autentico corno o ambra “coltivata”. In quest’ultimo caso, ovviamente, Gilli non dispone di autentiche “coltivazioni” del preziosissimo materiale (che l’autentica resina fossile non cristallina richiederebbe qualche migliaio di anni per essere apprezzata), ma ha saputo ingegnosamente creare un sistema tutto suo per ovviare alla scarsa, se non inesistente, reperibilità.

Il prodotto finito, nella sua apparente semplicità, non rende il dovuto omaggio a Gilli che – per arrivare al risultato perfetto – ricorre ad innumerevoli fasi di lavorazione. Tornitura del perno, foratura, limatura, molatura e seppiatura del bocchino, vengono effettuate in modo molto accurato, prima di passare al “reparto pulitrici”, dove la lucidatura e ceratura dei bocchini avviene a più riprese e su diverse macchine. Forse è inutile ricordare che, per il re dei restauratori, ripristinare il funzionamento e lo splendore di ghiere, vere, anelli, innesti e flok d’argento e d’oro, non rappresenta nessun problema."

  • IL CEPPO
Pesaro / Marche / Italia
Circa il 70% dei pipai italiani più importanti vive e lavora in Lombardia e nelle Marche, sulla costa Adriatica. Conoscendosi e collaborando tra di loro i pipai hanno sviluppato uno stile caratteristico e inconfondibile in ognuna di queste due regioni.
Questo vale anche per Franco Rossi che nel 1995 ha acquistato la manifattura Il Ceppo da Giorgio Imperatori. In passato aveva collaborato con Bruto Sordini, il proprietario dello stabilimento Don Carlos, questi con Guidi Giancarlo dell’azienda Ser Jacopo che aveva fondato originariamente la manifattura Mastro de Paja. Come la maggior parte dei pipai italiani, nemmeno Franco Rossi contraddistingue le sue pipe utilizzando il suo nome bensì con la dicitura Il Ceppo che fa riferimento all’origine delle pipe di radica.
Sebbene sia visibile un suo accostamento alle forme delle suddette marche, Franco Rossi ha sviluppato uno stile personalizzato la cui peculiarità consiste nelle teste sfaccettate, raramente riscontrabili nelle pipe italiane.
Franco Rossi e sua sorella producono 1.500 pipe all’anno di cui quasi la metà viene esportata negli Stati Uniti dove la marca Il Ceppo è, a ragione, molto rinomata. Tutti i suoi prodotti vantano una lavorazione accurata, una resa eccellente e un prezzo sorprendentemente conveniente.
Produzione annua:
1.500 pipe
Forme di pipa: classiche, variazioni con stile personalizzato
Provenienza del legno:Calabria
Materiale del bocchino:metacrilato
Segno di riconoscimento:“C” sul bocchino
Decorazione: argento, legno di olivo
Superfici: lisce, sabbiate, rusticate
Vendute in: Italia, Germania, Svizzera, USA, Austria
Prezzo approssimativo:da € 70 a € 260
Stemma sul bocchino in metacrilato
Finissaggi:
Gr 0  Rusticata/Gr 1  sabbiata/Gr 3  Semisabbiata/Gr 4  Liscia scura(marrone)/Gr 5  Liscia naturale/
Gr 6  Liscia fiammata/Straight grain Liscia molto fiammata 
  • CAMINETTO
Cucciago / Lombardia / Italia
A partire dal 1986 la famiglia Ascorti poté nuovamente utilizzare il nome Caminetto e decise pertanto di apporre il marchio Ascorti sulle forme più libere ed estrose e il marchio Caminetto, esistente sin dal 1968, sui modelli classici che non erano però quelli del severo classicismo inglese. Le pipe Caminetto dimostrano, con la loro leggera e delicata eleganza, 
non rinnegando tuttavia l’origine classica, che le forme Bulldog oppure Rhodesian non hanno necessariamente un aspetto tozzo e pesante.
La produzione annua dell’azienda, nella quale lavorano sei persone, ammonta a 4.500 esemplari (inclusi quelli marcati Ascorti). Ogni pipa è fatta a mano. Particolare attenzione è rivolta alla lavorazione del bocchino: infatti l’elevata qualità che gli viene conferita è difficile da riscontrare in altri bocchini in acrilico. Come per le pipe Ascorti anche in questo caso i colori della testa dipendono dalla qualità del legno. I legni migliori con una bella venatura vengono colorati con mordente di colore naturale oppure arancione; quelli di buona qualità con una venatura insignificante vengono colorati con mordente rosso e quelli con difetti vengono sabbiati oppure rusticati. Tutti i modelli offrono però una resa eccellente.
Produzione annua:circa 1.500 pipe
Forme di pipa: varianti libere di forme classiche
Provenienza del legno:Italia, Francia, Grecia
Materiale del bocchino:acrilico
Segno di riconoscimento: baffo sul bocchino; "Caminetto - Hand Made - Cucciago Italy" sul cannello
Decorazione: argento, oro, diversi legni
Superfici: lisce, sabbiate, rusticate; di colore rosso, arancione e naturale
Vendute in: Germania, USA, Svizzera, Austria, Italia, Spagna
Prezzo approssimativo:da € 100 a € 450 
  • PIPE BREBBIA
Era il 1947 quando Enea Buzzi e suo cugino Achille Savinelli, il cui padre Carlo gestiva un negozio di articoli per fumatori a Milano, decisero di produrre pipe. Accordo comune fu di vendere pipe con il nome Savinelli sfruttando la notorietà del negozio che a quel tempo era molto conosciuto. Fondarono una fabbrica a Brebbia, luogo giá noto per la fabbricazione di pipe artigianali intarsiate o raffiguranti volti di personaggi storici e animali.Entrambi cominciarono senza molta esperienza, ma con l'intenzione di competere in un mercato, quello di allora, dove gli altri fabbricanti marchiavano sulle loro pipe "vera radica" per il generale scetticismo dei compratori che ritenevano il prezzo insufficiente per pipe fatte in radica arborea. 
La fabbrica nacque attorno ad una centrale idroelettrica, una tra le prime sorte in Italia nel 1890. 
Nel 1953 Enea Buzzi rilevò la proprietà della Pipe di Brebbia che è tuttora di famiglia. 
Brebbia é oggi una piccola e solida azienda con una grande immagine, produce pipe di qualità e da collezione ed ha in serbo grandi progetti per il futuro. 
Le pipe Brebbia sono indubbiamente fra le migliori che si possono trovare sul mercato.
La radica é selezionata e invecchiata, i bocchini hanno forma anatomica e favoriscono il passaggio del fumo, eliminando totalmente il fastidioso effetto dell' acquerugiola, provocato dalla condensa. 
Ma Brebbia è anche futuro e innovazione.
Della Brebbia è l'invenzione del frangifumo, protetto da brevetto internazionale: dispositivo che si applca alla arte terminale del bocchino e permette di deviare il fumo in più direzioni. In questo modo il fumo viene maggiormente raffreddato evitando di creare irritazione nel palato e sulla lingua.
Alla Brebbia si producono artigianalmente pipe ormai da 60 anni.
E’ sicuramente il laboratorio più antico esistente in Italia attualmente ancora attivo.Alcuni si sono trasferiti all’ estero per tagliare costi, altri vantano commerci centenari ma con produzioni più recenti, molti hanno purtroppo cessato l’ attività.In 60 anni di attività la Brebbia si è guadagnata questo invidiabile riconoscimento dovuto principalmente alla felice collocazione del laboratorio.Si trova infatti in una conca di arenaria a fondo valle chiusa su tutti i lati e attraversata in lungo ed in largo dal fiume Bardello emissario del lago di Varese che in questo punto è molto tortuoso. Il terreno molto basico e l’ estrema umidità presente tutto l’ anno generano un microclima perfetto per la stagionatura naturale della radica che solo qui riesce ad espellere quasi totalmente il tannino contenuto nelle radici dell’ erica . L’ acido tannico contenuto in tutte le radici ma in particolare nella radica di erica è il maggiore responsabile del cattivo sapore di una pipa soprattutto alle prime fumate.
  • CHACOM

 I due manager del gruppo Cuty Fort Enterprises di cui fa parte la Chacom, l'azienda più importante del gruppo, rappresentano insieme tredici generazioni nella storia della pipa: Dominique Jeantet rientra nell'ottava e Yves Granard, nella quinta generazione della famiglia.La famiglia Chamoy produceva pipe ricavate dal legno di bosso nel lontano 1825 ad Avignone. Henry Comoy introdusse nel 1879 il cognome come marca per contraddistinguere le sue pipe di radica e nel 1922 si unì ai suoi nipoti Louis e Charles Chapuis.Negli anni successivi ebbero luogo diversi spostamenti del centro di produzione tra Londra e Saint-Claude, molteplici trasferimenti di proprietà e numerose fusioni che determinarono frequenti cambi di nome. "La Bruyère" era ad ogni modo una delle marche più note.Comoy's of London appartiene ora al gruppo Cadogan mentre Yves Grenard, discendente della famiglia Comoy, ha assunto la direzione della Chacom.Tale ragione sociale deriva dalla fusione dei nomi Chapuis e Comoy.Onde mantenere la propria presenza sul mercato pipario nonostante la crisi che si delineava, nel 1987 le aziende Chacom, Jeantet, Lacroix, Ropp e Vuillard si unirono sotto il nome di Cuty Fort Enterprises. L'azienda occupa ancora oggi 46 collaboratori.Circa la metà delle 185.000 pipe prodotte annualmente viene immessa nel mercato contrassegnata dalla marca Chacom. La loro progettazione è a cura di Yves Grenard e dall'artista freehand Pierre MorelLa filosofia della casa è quella di riuscire a soddisfare ogni richiesta del cliente sia essa una pipa moderna "Fancy", il desiderio di acquistare una pipa solida per l'uso quotidiano o una pipa pregiata con una venatura delicata e la fascia d'oro.Nei laboratori del gruppo Cuty Fort Enterprises non si fabbricano solo pipe con il loro marchio, ma anche pipe commissionate da molte aziende americane tra le quali ad esempio la Davidoff.La Chacom provvede a essiccare i ciocchi di radica in modo tradizionale ponendoli su griglie di legno per almeno sei mesi affinchè la circolazione dell'aria naturale li privi dell'umidità.

  •  MASTRO DE PAJA

Mastro de Paja,capostipite di quella che oramai viene definita "Scuola Pesarese" inizia nel 1972 con Terenzio Cecchini e Giancarlo Guidi, e fin dagli esordi il Sole che ride,che costituisce il simbolo della ditta,ha rappresentato un elemento di assoluta novità nell'ambiente piparo artigianale nazionale ed internazionale.Guidi, che ha studiato design, è un fumatore e un amatore della pipa sin dall'età di sedici anni.Introduce il concetto di design nella pipa e rompe gli schemi vetusti ed entusiasma i fumatori per il modo di evidenziare le colorature della radica e per il nuovo modo di intendere la pipa. Nel 1980 Alberto Montini, attuale proprietario, si porta alla testa della compagnia. Montini taglia la produzione e aumenta l'alta qualità, assemblando un team di 5 tra i migliori maestri artigiani con grande esperienza. Famosa per la superba fiamma dovuta alla accurata scelta di radica di alta qualità, con esperti e fantasiosi lavori in argento, ed infine con disegni geniali di Alberto Montini, la pipa Mastro de Paja è un gioiello di alta qualità che non può affatto mancare in ogni collezione.

  • AMORELLI

  Che cosa hanno in comune Papa Giovanni Paolo II e Bill Clinton? Ambedue possiedono una pipa di Salvatore Amorelli … Ma è poco probabile che l’abbiano fumata anche una sola volta.
 
D’altronde anche i fumatori più incalliti devono fare uno sforzo prima di usare le pipe Amorelli visto che danno solitamente l’impressione di essere dei gioielli piuttosto che degli strumenti da fumo …
 
Che Salvatore Amorelli sia orafo si vede: alcuni dei suoi pezzi unici sono infatti tempestati di diamanti. Il suo segno distintivo generale, comune a tutte le sue pipe, è invece costituito dalla barretta d’oro da 18 carati applicata sul cannello e sul bocchino, che deve essere allineata per unire perfettamente i due elementi. Amorelli avviò la produzione di pipe nei 1982 per passione, facendo sempre uso della parte migliore del famoso ciocco siciliano, noto per la sua leggerezza e porosità.
 
Dato che sull’isola non si trovano più tagliatori, la maggior parte del legno viene tagliato oggi in Calabria. Prima che Amorelli, o i suoi nove collaboratori, lavorino gli abbozzi, essi vengono stagionati all’aria aperta siciliana per cinque anni onde consentire una lenta essiccazione. In un piccolo laboratorio a Caltanissetta vengono prodotte sei serie diverse: la Busbee, la Frac, la Nail, la Ghibli, la Lyra e la Fish tail; questi termini esprimono le caratteristiche della forma e non della qualità.
 
Di particolare rilievo è l’intarsio di radica nei bocchino della Busbee che consiste in un inserto di legno a forma di U, curvato a mano con l’ausilio dell’acqua e del fuoco.
 
La categoria di pipe prodotte solo con superficie liscia, in tonalità chiara e prive di mastice, è contraddistinta da stelle: cinque stelle vengono assegnate ai modelli che vantano la venatura più bella; il legno è a ogni modo perfetto in tutti i modelli.
 
Per documentare la perfezione del legno anche all’interno del fornello Salvatore Amorelli rinuncia alla pennellatura di polvere di carbone. La qualità della materia prima e un’eccellente lavorazione garantiscono il piacere della fumata a un prezzo sorprendentemente conveniente.Che cosa hanno in comune Papa Giovanni Paolo II e Bill Clinton? Ambedue possiedono una pipa di Salvatore Amorelli … Ma è poco probabile che l’abbiano fumata anche una sola volta.
 
D’altronde anche i fumatori più incalliti devono fare uno sforzo prima di usare le pipe Amorelli visto che danno solitamente l’impressione di essere dei gioielli piuttosto che degli strumenti da fumo …
 
Che Salvatore Amorelli sia orafo si vede: alcuni dei suoi pezzi unici sono infatti tempestati di diamanti. Il suo segno distintivo generale, comune a tutte le sue pipe, è invece costituito dalla barretta d’oro da 18 carati applicata sul cannello e sul bocchino, che deve essere allineata per unire perfettamente i due elementi. Amorelli avviò la produzione di pipe nei 1982 per passione, facendo sempre uso della parte migliore del famoso ciocco siciliano, noto per la sua leggerezza e porosità.
 
Dato che sull’isola non si trovano più tagliatori, la maggior parte del legno viene tagliato oggi in Calabria. Prima che Amorelli, o i suoi nove collaboratori, lavorino gli abbozzi, essi vengono stagionati all’aria aperta siciliana per cinque anni onde consentire una lenta essiccazione. In un piccolo laboratorio a Caltanissetta vengono prodotte sei serie diverse: la Busbee, la Frac, la Nail, la Ghibli, la Lyra e la Fish tail; questi termini esprimono le caratteristiche della forma e non della qualità.
 
Di particolare rilievo è l’intarsio di radica nei bocchino della Busbee che consiste in un inserto di legno a forma di U, curvato a mano con l’ausilio dell’acqua e del fuoco.
 
La categoria di pipe prodotte solo con superficie liscia, in tonalità chiara e prive di mastice, è contraddistinta da stelle: cinque stelle vengono assegnate ai modelli che vantano la venatura più bella; il legno è a ogni modo perfetto in tutti i modelli.
 
Per documentare la perfezione del legno anche all’interno del fornello Salvatore Amorelli rinuncia alla pennellatura di polvere di carbone. La qualità della materia prima e un’eccellente lavorazione garantiscono il piacere della fumata a un prezzo sorprendentemente conveniente.Che cosa hanno in comune Papa Giovanni Paolo II e Bill Clinton? Ambedue possiedono una pipa di Salvatore Amorelli … Ma è poco probabile che l’abbiano fumata anche una sola volta.
D’altronde anche i fumatori più incalliti devono fare uno sforzo prima di usare le pipe Amorelli visto che danno solitamente l’impressione di essere dei gioielli piuttosto che degli strumenti da fumo …
Che Salvatore Amorelli sia orafo si vede: alcuni dei suoi pezzi unici sono infatti tempestati di diamanti. Il suo segno distintivo generale, comune a tutte le sue pipe, è invece costituito dalla barretta d’oro da 18 carati applicata sul cannello e sul bocchino, che deve essere allineata per unire perfettamente i due elementi. Amorelli avviò la produzione di pipe nei 1982 per passione, facendo sempre uso della parte migliore del famoso ciocco siciliano, noto per la sua leggerezza e porosità.
Dato che sull’isola non si trovano più tagliatori, la maggior parte del legno viene tagliato oggi in Calabria. Prima che Amorelli, o i suoi nove collaboratori, lavorino gli abbozzi, essi vengono stagionati all’aria aperta siciliana per cinque anni onde consentire una lenta essiccazione. In un piccolo laboratorio a Caltanissetta vengono prodotte sei serie diverse: la Busbee, la Frac, la Nail, la Ghibli, la Lyra e la Fish tail; questi termini esprimono le caratteristiche della forma e non della qualità.
Di particolare rilievo è l’intarsio di radica nei bocchino della Busbee che consiste in un inserto di legno a forma di U, curvato a mano con l’ausilio dell’acqua e del fuoco.
La categoria di pipe prodotte solo con superficie liscia, in tonalità chiara e prive di mastice, è contraddistinta da stelle: cinque stelle vengono assegnate ai modelli che vantano la venatura più bella; il legno è a ogni modo perfetto in tutti i modelli.
Per documentare la perfezione del legno anche all’interno del fornello Salvatore Amorelli rinuncia alla pennellatura di polvere di carbone. La qualità della materia prima e un’eccellente lavorazione garantiscono il piacere della fumata a un prezzo sorprendentemente conveniente.